TECNICA POLINESIANA

la parola tatuaggi deriva dal polinesiano "tatau"che significa battere

mani maori
mani maori
LA PAROLA TATUAGGIO DERIVA DAL POLINESIANO "TATAU" CHE LETTERALMENTE SIGNIFICA BATTERE O MARCHIARE. QUESTA ARTE HA ACCOMPAGNATO L'INDIVIDUO SIN DAI PRIMORDI ASSUMENDO SVARIATI SIGNIFICATI CULTURALI.
I TATUAGGI POLINESIANI, AD ESEMPIO, VENIVANO IMPIEGATI PRINCIPALMENTE PER INDICARE STATUS FAMILIARI O SOCIALI, I MAORI INNOVARONO CON LE LORO LINEE PROFONDE SIMILI A SOLCHI SUL VISO.
IL TATTOO SUL VISO E' DETTO "MOKO". IL LORO MOTIVO PIU' USUALE SONO LE SPIRALI CHE NELLA LORO CULTURA TROVIAMO AD ADORNARE E PROTEGGERE CASE, COME AMULETI.
UN VISO TATUATO ERA ATTRAENTE PER UN DONNA, INCUTEVA TIMORE AL NEMICO, INFONDEVA CORAGGIO AL GUERRIERO.

 

 


SPESSO IL TATUAGGIO E' STATO PROMEMORIA DELLE VICESSITUDINI DI COLUI CHE LO INDOSSAVE E CITIAMO QUI POPOLI COME LA NUOVA ZELANDA, SAMOA, BORNEO,BIRMANIA,POLINESIA,GIAPPONE,MICRONESIA E MOLTI ALTRI.

IL DOLORE E' CIO' CHE DIFFERENZIA IN MANIERA SOSTANZIALE IL PASSATO E IL PRESENTE DI QUEST'ARTE, QUESTO RITO.
UN TEMPO IL DOLORE E IL SANGUE ERANO PARTI FONDAMENTALI E INSCINDIBILI, SEGNAVANO IL PASSAGGIO,RENDEVANO FORTI E CONSAPEVOLI. CON LE TECNICHE AVANZATE DI OGGI NON PERCEPIAMO PIU' DI UN LEGGERO BRUCIORE E POTREMMO SFOGGIARE LA NOSTRA NUOVA PELLE E PORTARE CON NOI PER SEMPRE IL SUO SIGNIFICATO
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TECNICA E STRUMENTI

tecnica a bacchetta
tecnica a bacchetta

METODO polinesiano

La tecnica samoana è molto dolorosa e in Italia non è praticata (fino a prova contraria, per lo meno).
Il tatuatore si serve di due attrezzi: uno ha l'aspetto di un pettine (da 3 a 20 aghi) ricavato da ossa o conchiglie e attaccato ad un impugnatura di legno, l'altro è il bastone usato per colpire il primo attrezzo.
Il "pettine" viene immerso nel pigmento (ottenuto dalla cenere di particolari piante mescolata con acqua od olio), poi percosso con il bastone per farlo penetrare sottopelle.
Nella pratica rituale il tatuatore può avere diversi assistenti che tengono in tensione la pelle, e a volte suono di tamburi e canti accompagnano l'esecuzione.
Come un vestito firmato, i diversi disegni di un tatuaggio saranno lo status symbol di un polinesiano, e solo se si farà valere, come guerriero o come amante, potrà aggiungere un disegno in più al suo corpo.

tatuatori polinesiani
tatuatori polinesiani

Gli antichi artisti polinesiani (i Tahu'a tatau) usavano una sorta di bisturi artigianale - o una piccola scure - per incidere la pelle, chiamata tatatau. Manico di legno e punta che poteva essere il becco, l'artiglio di un uccello o il dente di un pescecane. Spesso, per costruire più in fretta una parte del disegno, il bisturi aveva da tre a venti punte separate. Altrimenti, un osso appuntito poteva andare altrettanto bene. I più fantasiosi riuscirono a costruire delle punte cave in modo da avere a disposizione un piccolo serbatoio per l'inchiostro.
Le tinte erano scure, nere tendenti al verde o al marrone, e si ottenevano con carbone diluito in acqua o in olio. Per garantire la tenuta dell'inchiostro, la mistura veniva completata con zucchero di canna o succo di noce di cocco.

All'inizio il Tahu'a tatau disegnava la figura con un bastoncino carbonizzato; successivamente, con il bisturi, battuto (da qui l'origine del termine tatau che vuol dire "battere") con un pezzo di legno, provocava una serie di tagli sulla pelle che venivano subito coperti con una striscia di inchiostro. Alla fine dell'incisione, la pelle tatuata veniva trattata con succo di banana o di Ahi Tutu (l'albero del sandalo) e gentilmente accarezzata con foglie e spugne per lenire l'irritazione. La tecnica era, dunque, molto semplice e non si discostava troppo da quelle attuali. I disegni, che arrivavano a coprire tutto il corpo, erano molto semplici e composti da una serie di tratti vicini; si prediligevano forme geometriche che ricoprissero in modo omogeneo una parte anatomica completa.
Le braccia, le gambe, la schiena ma anche la faccia per gli uomini, le mani, le gambe e le natiche per le donne.
La cerimonia durava diverse ore, ma per i disegni più complessi ci volevano anche alcuni mesi, e i Tahu'a tatau tatuavano più persone contemporaneamente.

SIMBOLOGIA


I disegni più diffusi erano le forme geometriche, le curve, i cerchi concentrici, le spirali, linee rette e punti, il sole e le stelle. Ma anche quelli che rappresentavano spaccati di vita sociale come i combattimenti, le armi, le conquiste, i sacrifici umani o gli uccelli, i pesci e gli animali in genere.

DI solito i modelli venivano costruiti in modo da essere ampliati successivamente, dopo un matrimonio, un figlio o un'impresa valorosa: un tatuaggio, in teoria, non si concludeva mai.

Proprio per questo, a causa dell'impossibilità di poterli ampliare, sembra che i cerchi concentrici o le spirali siano motivi appartenenti a un'epoca decadente dell'arte dei tatuaggi. Gli stessi motivi tatuati, inoltre, venivano utilizzati per decorare le case, i vasi, le canoe.

I motivi possono essere classificati in quattro categorie, quelli destinati agli "dei", agli stregoni, al re e ai suoi discendenti; i tatuaggi per i capi, uomini e donne; quelli per i guerrieri, gli artisti, i navigatori e, infine, quelli per il popolo, le persone senza origini nobili. Alcuni disegni sono giunti intatti fino a noi, il Papai Taputua e l'Urupo'o, applicabili sulla schiena, l'A'ie sulle natiche, l'A'ie Aro sulla faccia.

I ragazzi polinesiani di 14 anni probabilmente aspettavano con agitazione il momento in cui la loro pelle veniva incisa dalle mani esperte dei tatuatori del villaggio.
Essere tatuati significava maturare, diventare uomini o donne; avere coperte alcune parti, e con disegni ampi, significava essere potenti, nobili, valorosi; una donna tatuata era affascinante e desiderata. I tatuaggi rappresentavano lo stato sociale di un polinesiano, quelli più complessi erano riservati ai capi e alla loro famiglia, e ogni uomo tatuato si considerava più vicino a una divinità.

Le donne, invece, potevano avere meno parti tatuate ma i disegni erano più belli: dovevano servire ad abbellirne la figura, come una parure.

Novita`

Ho inserito delle nuove foto. Le trovi qui.

centro commerciale affaristaonlie
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